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I funghi sono importantissimi componenti dell’ecosistema.
Sono abbondanti in ogni ambiente naturale e, nutrendosi di sostanze di scarto, spesso di animali e di piante morti, riciclano minerali e molecole organiche, che vengono così rimessi a disposizione degli organismi viventi.
Milioni di tonnellate di rifiuti organici sono in tal modo elaborati dai funghi, senza la cui attività la vita sulla terra non sarebbe possibile.
Anche se esistono molte malattie vegetali, animali ed umane riconducibili ai funghi, tuttavia essi sono estremamente utili all’uomo.
Sono funghi ad esempio i lieviti usati nella produzione di vini, formaggi e pane.
Grazie ai funghi abbiamo ottenuto antibiotici e fondamentali chemioterapici.
Ma essi sono anche noti da sempre all’uomo per la loro importanza alimentare e per il loro potere terapeutico, oltre che divinatorio.
Tra tutti i funghi usati in medicina, soprattutto in quella orientale, quello più noto, ma anche il più interessante dal punto di vista farmacologico e scientifico, è senza dubbio il Reishi o Mannentake o Ling Zhi o Ganoderm Lucidum.
Il primo utilizzo documentato del Reishi risale a oltre 4.000 anni fa e da sempre nella cultura cinese e giapponese viene associato con la regalità, la salute, il recupero, il potere sessuale e la longevità.
La Medicina Tradizionale Cinese considera il Reishi uno dei rimedi di livello più alto dal punto di vista curativo, sia per il corpo che per la mente.
Nel più antico erbario della Cina, il Shen Nung Pen T’sao Ching, questo fungo è considerato il principale caposaldo della Medicina stessa, un’erba di categoria superiore: “Se vuoi stare bene o rinforzare il tuo organismo, se vuoi vivere a lungo senza invecchiare mai, usa questo medicamento”.
In questo antico trattato si afferma anche che le erbe di categoria superiore possono essere assunte nella quantità desiderata senza limiti.
E nessun effetto collaterale è infatti mai stato osservato o documentato in seguito all’utilizzo di questo fugo.
Il Reishi ha un’aurea di fungo miracoloso anche tra i Giapponesi, dove viene chiamato sedile delle scimmie, a causa della sua struttura rigida e legnosa.
La leggenda vuole che fosse parte dell’esigua dieta del mitico Sennin, il Saggio delle Foreste, che viveva da eremita nei boschi ed era noto per la lunghissima vita e la straordinaria resistenza.
Questo rimedio, contrariamente ad altri fungi medicinali, non è considerato commestibile per il sapore amaro e la consistenza legnosa ed è quindi solitamente utilizzato nella medicina popolare sotto forma di tisana.
Per millenni è stato acclamato come “erba divina”, “erba della potenza spirituale”, “fungo miracoloso”, “fungo dell’immortalità” o “elisir di lunga vita” ed è stato venerato come erba celestiale dalle proprietà eccezionali.
Oltre all’azione sul fisico, gli è stata attribuita anche un’azione dal punto di vista psico-emozionale: di esso si dice che “calma la mente” e per questo viene prescritto con successo nei casi di ansia, nervosismo e insonnia.
Esso agisce sul sistema nervoso in maniera molto profonda, al punto che molti ritengono che favorisce la meditazione, per il suo equilibrio Yin e Yang che permette il ripristinarsi di una situazione di armonia tra corpo e spirito.
Secondo la Medicina Tradizionale Cinese la guarigione va ricercata nella regolazione del ritmo dell’organismo e a tal fine è necessario armonizzare “Qi, Sangue e fluidi”, che sono la fonte della nostra stessa energia vitale.
Il ripristino di un corretto equilibrio ha come risultato il recupero della salute, attraverso un processo di naturale autoguarigione.
Orientandosi alla conservazione della salute, tramite la prevenzione e il mantenimento del benessere globale, piuttosto che attraverso il trattamento del sintomo o della malattia già conclamata, invece che un equilibrio già avvenuto, la medicina orientale antica ha sempre focalizzato l’attenzione sul concetto di “tonico”, intendendo con questo termine un alimento naturale che rinforza e riequilibra l’organismo a livello dei suoi processi metabolici e di difesa.
Il Reishi è considerato il tonico per eccellenza.
Le condizioni ambientali in cui oggi viviamo sono caratterizzate da numerosi agenti stressogeni, tra cui la polluzione dell’aria e dell’acqua, l‘inquinamento elettromagnetico sempre più diffuso, gli alimenti trattati chimicamente e poveri di valore nutrizionale, i ritmi di vita sempre più veloci, la riduzione dello spessore dello strato di ozono e molti nuovi agenti infettivi che sfidano il nostro sistema immunitario.
In questo contesto, alimenti naturali in grado di rinforzare il nostro sistema di difesa e la risposta agli agenti stressogeni diventano una salvaguardia per la nostra salute, se opportunamente utilizzati, possono costituire un importante sistema di prevenzione.
Ippocrate, il padre della Medicina, affermava: “Lascia che il cibo sia la tua medicina”.
Il Reishi può essere definito un supercibo o, secondo la denominazione più recente, un nutraceutico con spiccata funzione adattogena, che grazie alle sue molteplici proprietà terapeutiche, assurge al ruolo di vera e propria medicina.
Al Ganoderma lucidum sono state attribuite moltissime proprietà terapeutiche: immunomodulanti, antitumorali, adattogene, antiallergiche, antiipertensive, antinfiammatorie, antimicrobiche, antiaggreganti, piastriniche, ipocolesterolizzanti, ipoglicemizzanti, antiossidanti, analgesiche, cardiotoniche ed epatoprotettive, solo per citarne alcune.
Oggi la ricerca scientifica ha permesso di isolare in questo fungo innumerevoli composti bioattivi, che spiegano dal punto di vista biochimico molte di tali proprietà.
Fra questi vi sono i beta-glucani, i polisaccaridi e le glicoproteine con attività immunomodulante e antitumorale, i triterpeni e i metaboliti secondari con attività tra le più svariate (ipocolesterolemizzanti, antistaminiche, antiaggreganti, etc.), le vitamine A ed E, nonché le vitamine del gruppo B e molti minerali, tra cui il Germanio, che conferisce al Reishi proprietà ossigenanti tissutali e ne spiega le proprietà benefiche nei confronti dei disturbi dell’altitudine.
Su questo fungo tradizionalmente ritenuto miracoloso sono stati effettuati numerosi e rigorosi studi scientifici, sia in vitro che su modelli animali e in vivo.
Non è certo corretto definirlo la panacea di tutti i mali, ma i dati sulle sue proprietà terapeutiche sono accuratamente documentati da centinaia di lavori scientifici e negli ultimi trent’anni moltissime ricerche condotte in Cina, Giappone, Stati Uniti e Regno Unito hanno dimostrato che l’utilizzo costante del Reishi è di aiuto concreto nel trattamento di molte patologie: dall’asma all’herpes zoster, dal’ipercolesterolemia all’ipertensione, dal cancro alle malattie cardiovascolari.
Anche se molto è stato fatto, da parte della medicina occidentale convenzionale, per comprendere le proprietà terapeutiche di questo fungo, il ruolo vero e profondo di questa sostanza, nel mantenimento di un buono stato di salute, può essere coerentemente compreso solo se valutato alla luce della Medicina Tradizionale Cinese.
La medicina ufficiale, alla ricerca di farmaci per i sintomi, considera separatamente l’azione dei singoli composti bioattivi isolati dal fungo.
In tal modo sono stati anche ottenuti dati scientifici clinici interessanti, come già detto, ma è apparso chiaro che nessun composto singolo estratto dal Reishi è in grado di riprodurre risultati paragonabili all’assunzione del Reishi intero prescritto in maniera corretta, in base alla tonalità dei sintomi del paziente.

Tratto dalla Prefazione scritta dal dottor Ivo Bianchi (medico chirurgo – Specialista in Medicina Interna. Presidente dell’International Micotherapy Institute)
Tratto dal libro “REISHI IL FUNGO DELL’IMMORTALITA’”
Un rimedio straordinario dalle incredibili proprietà terapeutiche
Di Frank-Daniel Schulten
Edizioni IL PUNTO D’INCONTRO
Mitos World, consiglia la lettura di questo libro, che sotto alcuni aspetti divulgativi è semplice, permette di far conoscere anche in Italia il Reishi, al vasto pubblico di coloro che cercano un approccio ragionevole, naturale e globale alla propria salute fisica e al proprio equilibrio psico-spirituale.

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