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Nella storia del tè si intrecciano miti, fatti, leggende e culture popolare.
È una storia che inizia in templi e foreste antiche e che, attraverso un mosaico incredibile di eventi tra loro collegati, ha permesso a questa pianta di conquistare un posto preminente nel moderno commercio globale.
Per cercare di ricostruire la suggestiva genealogia del tè bisogna svolgere qualche indagine nell’ambito dell’archeologia botanica.
Delle tre bevande principali che si bevono calde – caffè, tè, cioccolata – il tè è la prima in assoluto.
Secondo le ultime rilevazioni, ogni anno si consumano in tutto il mondo 300 miliardi di litri di bevanda commerciale, di cui oltre il 21 per cento sarebbe costituito da tè caldo, che risulta così di gran lunga la categoria principale.
Il tè viene consumato da lungo tempo come bevanda dissetante, ma nelle sue antiche terre d’origine, la Cina e l’India, all’inizio era venerato come un ricostituente miracoloso.
Oggigiorno la salute e il benessere sono ritornati a essere strettamente associati al tè.
Questa bevanda è sempre più spesso considerata salutare perché priva di calorie e ciò è un vantaggio considerevole in un’epoca di bevande ipercaloriche come le bibite gassate.
La foglia di tè – fresca ed essiccata – contiene tutta una serie di sostanze chimiche naturali: caffeina, antiossidanti, aminoacidi, vitamine e minerali.
Grazie ai processi di essicazione e di accurata ossidazione (o mancata ossidazione come nel caso dei tè bianchi e verdi), la foglia di tè trasforma tali sostanze non solo in un enorme varietà di colori, gusti e aromi, ma anche in un lungo elenco di elementi salutari.
Pur non potendo estrarne tutto il contenuto della foglie essiccate con una semplice infusione, molte delle sue sostanze benefiche passano nella bevanda e quindi nel corpo umano.
Indipendentemente dalla provenienza, dal coltivare, o dal metodo di lavorazione, le categorie principali di tè riconosciute sui mercati occidentali sono cinque: Tè verde, nero, bianco, oolong e pu-erh.
Tuttavia ne esistono innumerevole altre che si caratterizzano per il paese di provenienza, per esempio il tè giallo cinese e il tè rosso africano, ma si tratta di prodotti conosciuti soprattutto a livello locale.
Una volta raccolto la lavorazione di ciascuno di questi tè determina il grado di fermentazione, il colore (sia della foglia, sia dell’infuso) nonché il gusto.
Durante l’ossidazione, i polifenoli e gli enzimi delle foglie sono trasformati in polifenoli complessi.
Di conseguenza, il contenuto in antiossidanti e quello di certe sostanze (in particolare della L-teanina) va a modificarsi cambiando anche il colore, la consistenza e l’aroma della foglia stessa.
Il gusto finale del tè è quindi fortemente determinato dalla lavorazione dopo la raccolta.

Tratto dal libro “L’ARTE DELLA TAZZA PERFETTA” Scienza e pratica del tè
Di Kim Long e Brain R. Keating
Casa editrice VILLARDI
MitosWorld vuole evidenziare e consigliare la lettura di questo libro che va dalla storia, filosofia, preparazione, degustazione e per scoprire tutto quello che c’è da sapere sulla bevanda simbolo dell’Oriente.

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